Il Foggia in serie B celebra il suo capitano

Agnelli: “È incredibile quello che può fare la giusta intesa tra squadra, società e tifosi”

Dopo lo strepitoso successo ottenuto con la sua squadra, abbiamo deciso di consegnare l’Oscar di Gente di Foggia ad un altro foggiano doc, Cristian Agnelli, centrocampista nonché capitano del Foggia Calcio.

Il calcio è la tua vita, ma come è nata questa passione?

La passione per il calcio ce l’ho fin da bambino, un tempo d’altronde, eravamo abituati uno sguardo sempre per strada. Amico, è inseparabile che ha accompagnato tutte le mie giornate, magari le considerazioni più importanti come la mia prima comunione o la cresima. Quanti rimproveri mi son preso da mia madre. Riuscivo uno sporcarmi in ogni occasione.

Ci sono hobby nei tuoi momenti liberi?

Il calcio è tutt’oggi passione e lavoro. Ammetto però di avere un debole per la caccia e la pesca. Mi regalano momenti in cui riesco a rilassarmi e ad isolarmi da tutto il resto. Il binomio cane e natura lo trovo formidabile. Senza tralasciare mare e barche, ovviamente. Tutto questo è parte del mio mondo.

Cristian, tornando a noi, perché hai deciso di tornare a Foggia?

Ho sempre coltivato dentro di me la speranza di tornare a Foggia. Quando ci sono tornato, ricordo che è in prestito dal Lecce, c’era Ugolotti e la nostra era era quella di salvezza. L’obiettivo è giocare con la vittoria ai. Nel mio piccolo, l’ho sempre vissuta come un dovere nei confronti della mia città. Così è stato anche per la serie D.

Cosa significa per te la fascia da capitano?

Al mio arrivo non avrei mai immaginato di avere l’onore di indossare. È un simbolo storico per la città di Foggia. È stato un ulteriore senso di responsabilità. Non è un oggetto che dà super poteri, anzi, molte volte ti mette di fronte a diversi oneri. La gente si aspetta molto da me, per questo mi alleno costantemente.

Campionato?

Quest’anno abbiamo avuto un exploit incredibile, è stato imposto in modo prepotente su tutti i campi. In questi giorni stiamo girando le scuole, speriamo che questo entusiasmo possa essere la scintilla per qualcosa di importante per la nostra città e per far sì che la serie per un nuovo sia più avvincente come quello di serie B dal quale manchiamo da 19 anni. Ci saranno molte sfide importanti e rincontreremo alcuni vecchi derby storici che ci mancavano da parecchio tempo. Ci sarà da combattere.

Qual è il segreto di Cristian Agnelli?

Non sono molto scaramantico, ma cerco sempre di tenere alta la concentrazione. Il lavoro preso in maniera seria e professionale è un’ottima base di partenza. Non mi ritengo un fenomeno ma in campo cerco di osare sempre il massimo. La testa gioca un ruolo fondamentale, vissuto prima di una gara importante.

Che consigli daresti ai ragazzi che vuoi intraprendere la tua stessa carriera?

È assolutamente necessario credere nei propri sogni. Solo qualche anno fa eravamo in serie D. L’unione del gruppo è fondamentale. È incredibile quello che può fare la giusta intesa tra squadra, società e tifosi. Al giorno d’oggi i bambini si risentono molto di quello che vedo in tv. Devono però capire che lo sport sano aiuta e ti fa vivere la vita venire vuoi tu non venire ce la impongono gli altri.

Mauro Pitullo

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