Donare: una scelta identitaria

Per incentivare i cittadini ed esprimersi consapevolmente sulla questione assenso/dissenso alla donazione di organi e tessuti in caso di morte, vorremmo porre l’accento sulla nuova e ulteriore modalità indicata dal legislatore per dichiarare la propria volontà oltre a quelle già previste dalla Legge 1 aprile 1999, n. 91 (“Disposizioni in materia di prelievi e di trapianti di organi e di tessuti”), dal Decreto Ministeriale 8 aprile 2000 e dal Decreto Ministeriale 11 marzo 2008. Tale modalità prevede la possibilità di esprimere il proprio consenso o diniego contestualmente al momento del rinnovo o rilascio del documento d’identità presso l’ufficio anagrafe del proprio comune.

Il dato così acquisito è inviato direttamente in modalità telematica al SIT (sistema informativo dei trapianti) unitamente ai dati anagrafici del dichiarante e agli estremi del documento d’identità al fine di consentire l’immediata consultazione del dato da parte dei Centri di coordinamento regionale dei trapianti. Solo su espressa richiesta del cittadino il dato può essere anche riportato sul documento di identificazione. Il ministero della salute ovviamente consiglia ai comuni di porre in essere campagne informative con il sostegno di Federsanità e AIDO per rendere i cittadini consapevoli del nuovo servizio.

Il comitato civico Gente di Foggia ha accolto con grande favore l’attivazione del servizio presso l’ente comunale foggiano, impegnandosi a promuovere varie iniziative a livello cittadino sul tema della donazione per sensibilizzare la cittadinanza sul valore del donare e la cultura della vita. In tutto ciò avvalendosi della preziosa collaborazione del dottor Francesco Niglio, della Struttura di chirurgia pediatrica universitaria dell’Azienda ospedaliero universitaria Ospedali Riuniti di Foggia, nella duplice veste di responsabile regionale Puglia dell’ANTR (Associazione Nazionale Trapiantati di Rene) e soprattutto di chi ha vissuto in prima persona il dramma di aver necessità di un organo ed essere tornato a vivere pienamente dopo aver ricevuto un trapianto.

Marco Roberto Rossetti

VAI AL GIORNALE >>

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*