Muscatiello ed il suo team, pionieri nel mondo

La Gastroenterologia Universitaria del Riuniti: eccellenza nazionale.

Questo mese, il nostro “Oscar” va al dott. Nicola Muscatiello, direttore incaricato del reparto di Gastroenterologia Universitaria del Riuniti di Foggia, già consigliere nazionale dell’A.I.G.O e attuale presidente regionale dei gastroenterologi pugliesi.

Dottore, come è nata la passione verso questa branca della medicina?

Ho iniziato a studiare medicina per fare tutt’altro, con in mente due specializzazioni che nulla avevano a che fare con la gastro. Nel mio corso di studi è poi capitata la frequenza obbligatoria nei reparti e mi sono ritrovato ad andare in gastroenterologia. Solo qui mi son reso conto di trovarmi in un settore dove potevo fare il clinico ed il manovale, dato che ci trovavamo all’inizi dell’endoscopia. Il corpo umano visto dall’interno mi ha fin da subito affascinato. Ho capito ch’era questa la mia strada.

Quale dei suoi lavori ritiene più importante?

Nella vita bisogna avere coraggio. Competenza e studio non devono però mancare. Ho avuto la fortuna di conoscere, presso l’istituto oncologico francese, un professore poi mio mentore, tra l’altro di origine del sud Italia, che era un “folle” quanto era bravo. Lui cercava sempre nuove strade. Mi ha spinto a fare cose che altri non immaginavano neppure. Rientrato dalla Francia ho ideato il trattamento delle cure palliative del dolore per via endoscopica. Lavoro che mi è valso una citazione sul Corriere della Sera, proprio perché era la prima volta per il nostro Paese. A seguito di questo, abbiamo deciso di utilizzare una sostanza come l’alcol anche per organi complicati come il pancreas e, da qui, è poi nata la Neurolisi del Plesso Celiaco associata alla possibilità di bruciare direttamente il tumore attraverso l’alcol. L’equipe di questa struttura universitaria è la prima al mondo ad aver pubblicato questo tipo di lavoro. Non siamo curativi però miglioriamo le condizioni di vita del paziente ed allunghiamo la sua vita. Un dato molto importante in oncologia, perché diamo la possibilità a queste persone di disporre di un nuovo farmaco che si affaccia sul mercato e che potranno poi utilizzare. I tumori non sono più malattie acute ma croniche.

Lei ed il suo team siete pionieri di altri lavori che hanno poi acquisito importanza globale?

In questo reparto ci siamo inventati l’utilizzo del polidocanolo per prevenire le complicanze emor-ragiche durante il trattamento dei polipi intestinali. Un’idea che ha avuto il placet di Douglas Rex, il più importante gastroenterologo endoscopista al mondo che ha etichettato questa invenzione come fantastica e rivoluzionaria. Si tratta infatti, di un farmaco a basso costo e che riduce notevolmente le complicanze. In questo momento, ben cinque univer-sità americane stanno facendo lo stesso. Ma perché sia valido, deve essere riproducibile. Ad oggi, Foggia è un polo importante della gastroenterologia italiana.

Di cosa si è voluto occupare da quando ha preso le redini del reparto universitario di Foggia?

È bene ricordare che con i nuovi farmaci stiamo sconfiggendo l’epatite di tipo virale ma non di tipo metabolico: la malattia metabolica legata all’obesità, al diabete o alla malattia cardiovascolare. Per questo ho deciso di istituire un servizio di nutrizione, già attivo ma non ancora aperto al CUP, presso questo reparto. Con la richiesta del medico ci si deve recare qui, in gastroenterologia universitaria, ed una volta parlato con il nostro servizio di accettazione si prenota una visita dove si individuerà con nutrizionisti esperti del settore, una dieta più idonea al paziente.

Quale consiglio darebbe per mantenere lo stomaco in un buono stato di salute?

Mantenere un peso ideale. Fare attenzione alla qualità della vita. Tutti gli eccessi fanno male ma ciò non significa rinunciare al vino o all’alcol, se presi in quantità moderata. Evitare lo stress, una sana attività fisica serve a scaricare la tensione.

Qual è la formula del suo successo? Quali consigli darebbe ad un giovane?

Sono innamorato del mio lavoro. La vita non è semplice. I problemi sono sempre dietro l’angolo. Ma non bisogna vivere con la paura. Bisogna piuttosto saper guardare avanti, sempre. Il futuro sta nelle nostre mani e nel nostro entusiasmo, l’unico capace di far fronte alle avversità, anche a quelle legate al territorio.

Mauro Pitullo

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